Marketing e messaggi pubblicitari

POTENZA DEL “MARKETING” E DEI MESSAGGI PUBBLICITARI

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con
un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:

«Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo
alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi,
senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi
scrisse sopra un’altra frase.

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo
cappello era pieno di monete e di banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato
lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa
vi avesse annotato.

Il pubblicitario rispose: ‘Nulla che non sia vero, ho solamente
iscritto la tua frase in un altro modo’.

Sorrise e se ne andò.

Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era
scritto:

“Oggi è primavera e io non posso vederla”.

Morale.
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai
che poi andrà meglio: cieco, non-vedente…

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ROMA 15 OTTOBRE 2011 COME GENOVA 20 LUGLIO 2001

Roma, 15 ottobre 2011 - Manifestazione degli "Indignados" di tutto il Mondo

La Violenza ruba la scena a centinaia di migliaia di manifestanti pacifici giunti da tutta Italia.

A Londra, come a Roma, a Francoforte, Parigi, Atene, Madrid, ma non solo in Europa, bensì in tutti i continenti: dall’Asia, all’Alaska, in Oceania, in 82 Paesi, in 951 città, gli ‘indignados’ di tutto il mondo si sono dati appuntamento il 15 ottobre per manifestare pacificamente contro l’economia mondiale, contro gli speculatori finanziari e contro quella politica che soccorre le banche più che i cittadini.
Solo a Roma la manifestazione, che pure ha visto la convergenza di decine di migliaia di cittadini venuti da tutta Italia, è stata vanificata da poche centinaia di violenti che chiaramente hanno cercato di rompere gli obiettivi pacifici della manifestazione per passare direttamente alla violenza di piazza con atti di vandalismo fino allo scontro con la polizia.
Black bloc, incappucciati, ultra’ infiltrati, organizzati per la guerriglia urbana prevedibile in questa occasione, prevista e già denunciata tant’è che erano già scattati i primi arresti: quattro anarco-insurrezionalisti in una vettura carica di caschi, maschere antigas, fionde e biglie di vetro ecc (Il Giornale di Puglia del 16 ottobre) fermati in mattinata, dopo un inseguimento, vicino Roma.
Possibile che l’intelligence, la polizia o i carabinieri non abbiano schedato e tenuto sotto controllo neppure uno degli individui che puntualmente approfitta di ogni occasione per scatenare la violenza di piazza? Che nessuno si accorga che qualcosa si sta organizzando attraverso i social-network e gli sms e sia in grado di prevenirlo?
O dobbiamo credere che i violenti non siano romani ma barbari discesi dalle pianure della Pannonia?
Possibile che il grosso delle forze dell’ordine intervenga dopo? Dopo e troppo tardi, perchè se la miccia è stata accesa da poche decine di violenti, dopo, la guerriglia ha coinvolto parecchie centinaia di giovani.
Ed ancora, possibile che dopo quattro ore di guerriglia i vigili del fuoco non erano ancora presenti quando hanno dato fuoco al blindato? Era necessaria la spettacolarizzazione dell’incendio? Per gratificare chi?
Ed infine, possibile che qualche falco della destra di governo sia stato prontissimo a strumentalizzare l’accaduto per accusare la sinistra d’essere regista della violenza?
Strane coincidenze in uno strano Paese, soprattutto in considerazione che la manifestazione non era locale, contro il Governo, ma contro la finanza mondiale da parte della fascia di popolazione più colpita dalla crisi, quella giovanile che non vede un futuro di fronte a sé.
Come ha detto Mario Draghi: “ i giovani hanno ragione a prendersela con la finanza” per concludere dopo gli scontri “un gran peccato!”

 

      

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Saranno gli indignados a cacciare i mercanti dal tempio?

Saranno gli indignados a cacciare i mercanti dal tempio?

Oltre a palazzo Grazioli anche il Parlamento italiano è affollato di escort:
persone, uomini e donne che si vendono a clienti molto speciali.
Molto speciali i clienti, molto alti i prezzi: assegni con tanti zeri, poltrone e poltroncine, reali o promessi, si vedono turbinare in questi giorni; un giro vorticoso che avvolge singoli e gruppi di parlamentari.
E, come palazzo Grazioli, anche il Parlamento assomiglia sempre più ad una “casa chiusa” da cui nessuno si affaccia per vedere cosa succede nella vita reale, perche’ estraniato ed intento a perseguire personalissimi quanto loschi affari, non certo nell’interesse del Paese!!!
Un mercimonio della coscienza, della giustizia, dell’onore.
Ma l’opinione pubblica, incerta, sfiduciata, sottomessa, è nuovamente sollecitata e spronata da un nuovo movimento.
Dopo lo scossone di quello femminile del “Se non ora Quando?” sono oggi gli “indignados”, i giovani,
a prendere il testimone. E’ una protesta pacifica, dal basso, per riappropriarsi del futuro criticando le strutture della rappresentanza politica, accusata di non essere partecipativa e gli istituti del mondo finanziario denunciato come forza economica distruttiva per la società perché ne accresce le diseguaglianze.

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IL FAMILISMO ITALIANO

IL FAMILISMO ITALIANO

Il tanto decantato “ammortizzatore sociale” rappresentato, in Italia, dalla famiglia (tanto decantato dagli organi governativi impegnati a favorire i potentati economici più che ad aiutare i lavoratori), supplisce egregiamente all’assenza dello Stato, ma produce o meglio accentua, tanti problemi tipici italiani
Doversi rifugiare nell’ambito familiare come ultima spiaggia quando si è alle strette, poter contare solo sui parenti, e sulla rete dei familiari ed amici, rafforza sempre di più l’attaccamento alla propria famiglia e, contemporaneamente, accresce il distacco dalle responsabilità sociali.
Il massimo della solidarietà tra i membri della famiglia e del gruppo di appartenenza, coincide con il massimo del rifiuto della società civile.
Il fenomeno mafioso rappresenta la massima forma di realizzazione di questa condizione,
ma non da meno lo sono le degenerazioni rappresentate da corporazioni, albi professionali, ordini, caste chiuse che condizionano la nostra società.

Ma quale è la situazione della donna in questa famiglia?
Dalla notte dei tempi (…ma quanto tempo fa?) la donna era proprietà del padre, prima, e del marito, poi: non apparteneva che in minima parte a se stessa.
Fino a poco tempo addietro, la donna non aveva diritti civili: in Italia ha avuto il diritto al voto una sessantina di anni fa (2 giugno 1946); in Italia lo stupro non era considerato offesa alla persona, ma reato alla morale.
Più recentemente, e più subdolamente, la donna è stata idealizzata come “madre” o “angelo della casa”, in alternativa, “oggetto di desiderio sessuale”.
Fin dalla nascita la donna è soggetta a questi condizionamenti ancora esercitati, almeno su alcune parti del territorio, all’interno della famiglia, a partire dalla madre stessa, dal padre, dai parenti e dai coetanei (vedi la distinzione dei ruoli di gioco tra bambole e pistole).
Non deve, quindi, sorprendere che una buona parte delle donne non si sentano “mentalmente” libere, ma abbiano interiorizzato i ruoli imposti dalle relazioni familiari e le modalità di relazionarsi con gli uomini. Molte donne si sono purtroppo totalmente identificate in questi atteggiamenti e comportamenti, tanto da essere le prime a voler mantenere lo “status quo”.
La parità dei diritti, che sulla carta è stata conquistata dalla donna, ad oggi rimane irraggiungibile finché “solidarietà e responsabilità sociali” non prevarranno sul “familismo”.

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139° Open Championship di St. Andrews, Scozia al Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews


Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews – Swilkan Bridge

Nello splendido e suggestivo Old Course del Gotha del Golf, il R&A Golf Club di St. Andrews, dove aleggia sempre un’aria di sacralità’, si e’ verificato un fenomeno che, sicuramente, si andrà’ consolidando nel prossimo futuro.

Dopo parecchie edizioni, un tabellone blu, ovvero quasi tutto Europeo ha premiato la Vecchia Europa ed ha certo rallegrato il mitico “Monty” Colin Montgomerie, Capitano della Ryder Cup che si terra’ prossimamente.

Colin Montgolery (Monty) assieme a Nick Faldo nel 1993. Foto di Repertorio della Ryder Cup

Potremmo dire che e’ stato l’Open degli …esordienti, non tanto ‘rookies’, quanto under 35.
Abbiamo infatti visto uno scatenarsi di giocatori, si’ conosciuti, ma non proprio nel range dei primi del mondo, che si ‘giocavano’ le prime posizioni alternativamente, prima uno, poi l’altro, poi di nuovo l’altro…. una contesa affascinante quanto ‘thrilling’, mentre il sudafricano Louis Oosthuizen stava saldo in testa con un bel distacco arrivato fino a 10 colpi, terminando a 4 giri con un favoloso -16.

Il Vincitore con un inarrivabile -16:
il sudafricano Louis Oosthuizen
chiamato “schreck” dagli amici

Louis Oosthuizen, Schreck per gli amici in uno dei suoi swing morbidi ed eleganti… pieni di potenza!

Un secondo posto molto battagliato, fra Paul Casey, Kaymer, Stenson e McElroy e Lee Westwood vede alla fine la vittoria di quest’ultimo con -9.
Paul Casey

Lee Westwood, inglese, 37 anni, esce dal rough alla 17

Quattro giornate faticose anche da seguire, dal primo giorno il giovanissimo nord irlandese Rory McElroy (21 anni) ha fatto sognare il pubblico con un giro in 63 colpi, 9 sotto il par,

Rory McElroy, nord irlandese ventunenne, 3° classificato

purtroppo il secondo e’ incappato nel vento e nel brutto tempo ed ha portato a casa un pesantissimo 80, riuscendo pero’ a recuperare nelle due giornate finali, classificandosi al 3° posto con grande tenacia, pari merito con l’inglese Paul Casey (33 anni) e lo svedese Henrick Stenson (34).

Paul Casey, condivide il 3° posto Erik Stenson, buffo salto… di gioa?

Le ultime due giornate hanno visto un’escalation di bellissimo golf, giocato da un manipolo di giocatori che si rincorrevano a colpi di birdie, si sono visti anche parecchi eagle, specie alla 18, buca decisamente facile se arrivi in green con il drive od un legno…
Insidiosissimo e molto diverso da tutti gli altri campi sui link, il mitico campo del St.Andrews, l’Old Course, culla del Golf mondiale, con i suoi green doppi, i fairways costellati da bunker che, ricordando i ripari delle pecore… ai primordi del golf, lasciano appena appena entrare il giocatore che… incautamente ci si era andato a trovare.
Il Bunker alla 17, la buca della strada, chiamata appunto “the road hole”.
il Bunker della 17, la buca della strada

Abbiamo visto un Tiger, a volte anche sorridente, ma il cui gioco ha lasciato a desiderare… ce ne vorrà’ ancora un po’ perché’ si rimetta dalle sue ferite del corpo e dello spirito! Per questa volta ha chiuso al 23mo posto!
Tiger Woods, nella classica ‘mise’ nero/rosso, dell’ultimo giorno.

Il nostro Edoardo Molinari (anni 29),reduce dalla recente splendida vittoria all’Open di Scozia, ha giocato bene, incappato anche lui nel brutto tempo e’ finito 27mo.
Lo vedremo alla Ryder Cup? Ci auguriamo di si’.

Il nostro eroe… Edoardo Molinari

La rosa dei primi e’ davvero singolare.. il sudafricano Louis Oosthuizen (28 anni) ha dominato le ultime due giornate, tallonato da Casey, Westwood, Kaymer, Erik Stanson….

Lee Westwood reagisce all’aver sbagliato un putt alla 16
Martin Kaymer

che si guadagnavano un birdie, lo perdevano… tutto in un “su e giù” altalenante che ha reso veramente competitiva l’ultima giornata di gara, nonostante il sudafricano si fosse messo al sicuro ed era impossibile raggiungerlo!

Certo viene da fare un po’ di considerazioni con il tabellone finale di questo Open Britannico, ‘The Open’ come lo chiamano gli scozzesi, l’Open senza vincere il quale non ci si può’ considerare “golfisti arrivati”.
Si aprono nuove visioni all’orizzonte, nuovi volti di giovani speranze che … molto più’ in fretta che in passato, raggiungono fasi di forma e stile di gioco che riescono a gestire più’ facilmente dei campioni della vecchia scuola… anche se e’ pur sempre una scuola di “ieri” e non di molto tempo fa!

Un bello show personale e’ stato dato da Miguel Angel Jimenez… un grande campione, che ha divertito il pubblico alla 18 con uno splendido colpo all’indietro perche’ la palla era finita proprio nel borso sotto le tribune. Sara’ sicuramente ricordato come Il Colpo dell’Anno.

Miguel-Angel-Jimenez
Miguel Angel Jimenez, spagnolo.
Chiamato affettuosamente “el viejo” oppure “il meccanico” perche’ possiede una Ferrari che ama smontare e rimontare.

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… E IN SCOZIA IL GREEN SI TINGE DI AZZURRO

Edoardo Molinari riceve la Coppa
dello Scottish Barclays Open

E così’ ce l’abbiamo fatta!!!
Tre punti esclamativi ci stanno proprio bene per commentare la grande performance che ci ha mostrato un duo tutto azzurro, i fratelli Edoardo e Francesco Molinari, giocare assieme le 18 buche di Loch Lomond in Scozia e vincere (Edoardo) il Barclays Scottish Open, con uno splendido -12 davanti a Darren Clark a -9 che pur aveva giocato molto bene con i suoi colpi corti giocati… sul velluto!

Il nostro Francesco perde la chance di mantenere il terzo posto, quando dopo un bel drive alla 18 sferra uno stupendo attacco alla bandiera con un secondo colpo veramente magistrale … palla da eagle che sarebbe potuta entrare in buca… ma sborda di 30 cm, rimanendo pur sempre un’ottima palla da birdie… ma si sa’… la paura fa 90 ed il nostro bravissimo Chicco ha terminato con un onorevole par. L’emozione di stare sul green della 18 a Loch Lomond assieme al fratello che sta per vincere uno dei Tornei più’ importanti del Tour Europeo gli ha sicuramente fatto tremare la mano destra.

Edoardo e Francesco Molinari

Prima di Edoardo nessun italiano era riuscito a vincere una delle Competizioni piu’ importanti del mondo golfistico, oggi addirittura due italiani sono stati protagonisti di questa stupenda e difficile gara.

Diffile soprattutto per i giocatori abituati al Tour Americano… dove i fairways sono larghi come autostrade e lunghi per poter sparare colpi da 300 e passa yards…. e per i quali gli insidiosi fairways scozzesi con il loro frondosi alberi, le buche con i dog leg studiati ad arte per lasciar passare il vento e poi proprio il vento scozzese che la fa da padrone e non perdona un piccolo errore, fa risultare il gioco piuttosto difficile.

un bello swing di Edoardo

Doppiamente entusiasmante quindi la finale di questo Torneo, una bella pagina di sport che verra’ riportata sugli annali del golf.

Perdoniamo quindi ad Edoardo il grave errore alla 15, che ci ha fatto sudare quattro camice per lo stress (lo sa bene Mario Camicia che stava commentando in diretta assieme a Silvio Grappasonni), col terrore che si fosse disunito, ma che alla fine non e’ stato così’ penalizzante.

Ci ha fatto inoltre molto piacere sentirlo parlare con la bella signora bionda che gli ha consegnato la Coppa in uno splendido inglese senza tentennamenti.

Un’occasione in cui l’Italia si e’ decisamente meritata un 110 e Lode…. ne avevamo bisogno!

Grazie Edoardo e grazie Francesco Molinari!!!

Alla prossima settimana al mitico St. Andrews!

Brunella Clementel

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RULLO DI TAMBURI… ODORE DI SANGUE

Era una splendida notte africana, miliardi di stelle tappezzavano il cielo con la splendida costellazione della Croce del Sud che campeggiava quasi ad oscurare tutte le altre con la sua bellezza….
Profumo d’Africa, quel profumo che ti entra nel cervello e non ti lascia piu’ ovunque tu vada per il resto della tua vita… chiudi un attimo gli occhi, pensi intensamente e lo senti nelle narici !

Era la meta’ del 1966 ero a Kainji, nell’ovest della Nigeria, ero con i miei genitori …
Eravamo in giardino, era stato costruito un villaggio per gli “expatriates”, così venivamo chiamati noi “non indigeni” che eravamo lì per la costruzione di una delle dighe in terra piu’ grandi del mondo.

Era un mercoledì sera verso le 9…il buio nero africano illuminato dalle stelle… era la serata in cui al Club inglese si giocava a Bingo, quella sera… non ricordo perchè… non ci siamo andati come usavamo fare di solito.
Siamo usciti in giardino richiamati dal suono incessante dei tamburi che proveniva dal villaggio vicino …una festa al villaggio…abbiamo pensato… capitava di sovente…

Ando’ avanti tutta la notte… sapevamo bene che, quando festeggiavano una cosa speciale, un matrimonio, una nascita o altro…il suono dei tamburi si poteva protrarre tutta la notte…quindi non ci preoccupammo piu’ di tanto, anzi eravamo felici con loro…

Al mattino  un silenzio innaturale gravava sul nostro villaggio…
…Il giardiniere non si fece vedere… strano!
lo steward  nemmeno… della bambinaia nemmeno l’ombra…
fu a questo punto che abbiamo cominciato a preoccuparci … lo stesso succedeva tutto intorno a noi… nelle altre case… nelle altre famiglie…

…Alcune ore dopo arriva una telefonata dal cantiere … con voce concitata…   ci dicono:
“Non uscite di casa…. e’ in corso un eccidio… si stanno ammazzando tutti… ieri notte i tamburi comunicavano la preparazione all’assalto ed in mattinata si sono scatenati… le strade costellate di morti… un’impiccato sul ponte che bisogna attraversare per andare in cantiere… altri uccisi con colpi di machete… sembra l’apocalisse… appena possiamo torniamo a casa e decidiamo cosa fare !!!”.

Non c’era molto da fare in effetti… Kainji è in una posizione particolare… in mezzo alla Nigeria… foresta da tutte le parti… abbiamo stabilito un quartier generale nel circolo degli italiani…ogni nazionalità aveva il suo circolo dove ci si riuniva per stare un po’ insieme….in quel frangente i circoli servirono come rifugi pattugliati…
Si decise di abbandonare le case… La ragione e’ semplice: gli Ibo (etnia della Nigeria del Sud) erano stati attaccati brutalmente… erano quelli che lavorano presso noi “expatriates”… come boys tuttofare… come giadinieri… come drivers… cuochi… oltre ad altri lavori negli uffici, nei magazzini etc… di religione cristiana.
… ebbene dove potevano cercare riparo queste persone ?
…ovviamente presso le persone che li conoscevano e presso le quali si recavano ogni giorno per lavorare… quindi da noi ‘bianchi’.

…La cosa era oltremodo pericolosa perchè se si dava asilo a chiunque fosse lontanamente un IBO … si riconoscevano dalla marche tribali…gli Ibo non ne avevano, mentre gli Hausa  sì (l’etnia mussulmana che dava loro la caccia)… si rischiava di venire ammazzati assieme a loro… come successe a Lagos a due coniugi inglesi e altrove…
…D’altra parte come resistere di fronte ad una persona che diventa grigio cenere per il terrore e che ti chiede in ginocchio in nome di Dio… un Dio qualunque… di nascondere lui e la sua famiglia altrimenti sarebbero stati massacrati senza pieta’ …
…Quale cuore di pietra avrebbe potuto resistere e sbattere fuori quelle persone, magari una persona che hai visto tutti i giorni, con cui a volte hai riso e scherzato…

Venne quindi presa la decisione da parte della Direzione di far abbandonare le case, cosa che facemmo per tre giorni e tre notti, accampandoci al circolo italiano…

Abbiamo dormito molto poco quelle tre notti, c’erano solo sedie ed alcune sdraio… ma il sonno comunque non sarebbe venuto sapendo che in giro stava succedendo la fine del mondo… gente impazzita… si diceva che prima delle battaglie si drogassero con noci di cola e altri allucinogeni… e poi col machete in mano…
…persone che fino al giorno prima erano del tutto normali… il giorno dopo a causa di un qualche ordine impartito dall’alto… da quale pulpito non è dato sapere… si trovavano a girare come ossessi con il machete in mano ad uccidere qualsiasi IBO trovassero…
…era molto pericoloso non avere le marche tribali Hausa (due strisce parallele sulle guance)… e molti Ibo, ma anche Yoruba (altra etnia della Nigeria centrale) che non avevano le loro… se le facevano fare… ma per farle cicatrizzare non ci voleva poco (si fanno i tali e si mette del sale nelle ferite per non far cicatrizzare la pelle), per cui dovevano stare almeno un mese nascosti chissà dove…anche in mezzo al bush con tutti i pericoli e senza cose da mangiare ne’ da bere se non quelle che trovavo sul posto…

Siamo venuti poi a sapere che dietro al circolo dove eravamo asserragliati noi italiani erano nascosti un centinaio di IBO… certo se li avessero scoperti, non sarei qui a ricordare tutto questo, oltre tutto avevo con me la mia piccola di pochi mesi che dormiva tranquilla nel suo porte-enfants !
In quei giorni e quelle notti insonni si discuteva molto sul come fuggire, come aprirsi un varco nella foresta verso il Ghana, che era lo stato piu’ vicino, usando gli haulpack e i caterpillar con jeep di uomini armati a chiusura della spedizione… ma eravamo talmente pochi e la foresta troppo insidiosa.

In quell’occasione l’Orgoglio Italiano, di cui vado ancora fiera, si mostro’ in tutta la sua generosita’.
Gruppi di uomini, a turno, uscivano con la jeep, nonostante la mattanza, per raccogliere i feriti e portarli all’Ospedale che veniva poi pattugliato da noi italiani.
Una credenza dei nativi narrava che se una persona veniva ferita con un colpo di machete e non muoriva, non si poteva ‘finirla’ perchè gli spiriti maligni sarebbero entrati in te…
Così si riusci’… almeno temporaneamente… a salvarne parecchi, continuando così tutti i tre giorni e le tre notti, incuranti del pericolo.
Non mi risulta che persone di altre nazionalita’ si siano mosse con lo stesso scopo.

Solo dopo alcuni giorni, nonostante i ripetuti appelli… arrivarono i poliziotti… sembrava quasi avesse obbedito anche loro ad un ordine superiore: “lasciate che si annientino…. poi intervenite !!!”

La cosa non finì lì…molte altre cose sono ancora nel mio cuore e nella mia mente, incancellabili….

L’Africa è bella, affascinante, struggente e spesso… anche spietata !!!

Era scoppiata proprio a Kainji, l’avvisaglia della guerra civile fra le due etnie, gli Hausa e gli Ibo, quella che passa col nome di “Guerra del Biafra” e che duro’ per molto altro tempo.
I motivi? Mah, chi dice religiosi, chi a causa del petrolio, chi la imputa alla ricerca dell’indipendenza del Biafra…
Gli Ibo erano una popolazione radicata piu’ nel delta e nel sud del Paese e, come tutte le popolazioni che vivono in prossimità di porti, a causa dei maggiori e continui contatti con le civilta’, anche straniere, sono piu’ eruditi, avevano i posti di comando, mentre gli Hausa vivono di pastorizia e coltivazione di arachidi.
Gli Ibo, per la maggior parte cristiani, gli Hausa di religione mussulmana.
Oltre a queste due etnie c’e’ anche quella degli Yoruba, decisamente in minoranza ma comunque coinvolta, suo malgrado, nell’eccidio.

Ebbene, quanto sopra è successo piu’ di 30 anni fa ed è di questi giorni la notizia di ennesimi e continui eccidi eccidi che avvengono nella stessa area e piu’ a nord in Nigeria…
dove ho vissuto parecchi anni, sembra che a Maiduguri ci siano stati 600 morti…ricordo benissimo pero’ che le notizie… filtrate per i giornali stranieri… danno numeri notevolmente inferiori alla realta’….
Sembra, purtroppo, che non esista modo per evitare che l’uomo continui ad uccidere il fratello per futili ed inesistenti motivi, se non la ricerca della supremazia economica (leggi le sette sorelle) camuffata da contrasti religiosi ???

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Il Miracolo del Cieco

Il MIRACOLO DEL CIECO
ovvero: Potenza del Marketing e Messaggi Pubblicitari”

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con
un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:

«Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo
alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi,
senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi
scrisse sopra un’altra frase.

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo
cappello era pieno di monete e di banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato
lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa
vi avesse annotato.

Il pubblicitario rispose: ‘Nulla che non sia vero, ho solamente
riscritto la tua frase in un altro modo’.

Sorrise e se ne andò.

Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era
scritto:

“Oggi è primavera e io non posso vederla”.

Morale.
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai
che poi andrà meglio.  

 

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Donna cadavere nello spot degli strofinacci – inno al femminicidio

LASCIO A VOI CONSIDERARE QUESTA ”CAMPAGNA PUBBLICITARIA”

commissionata da una ditta di casoria, nel napoletano

Donna cadavere nello spot degli strofinacci

Esplode la polemica: inno al femminicidio

L’azienda si difende dalle accuse delle parlamentari Pd e Sel
che scrivono alla Boldrini: «Tempesta in un bicchier d’acqua»


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Lo spot con l’uomo «assassino»

NAPOLI – Lui mostra uno strofinaccio fucsia, lei giace morta sul letto. Il claim a caratteri cubitali: «Elimina tutte le tracce». È lo spot commissionato dall’azienda Clendy di Casoria che ha fatto gridare all’«inneggiamento al femminicidio» alcune parlamentari di centrosinistra. Che hanno investito della questione addirittura il presidente della Camera Laura Boldrini. MaStefano Antonelli, consulente marketing dell’azienda, respinge con decisione le accuse al mittente: «Siamo dinanzi alla classica tempesta in un bicchiere d’acqua. C’è stata una lettura distorta del messaggio. Certo è che non c’è alcuna ispirazione al femminicidio: chi lo afferma lo fa in maniera davvero impropria».

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La seconda versione dello spot con la donna «assassina»

«IRONIA» – «La ditta – spiega – voleva far leva sull’ironia del
messaggio: sul manifesto si vantano le doti del nuovo prodotto che, assicura, “ammazza” lo sporco. Ci dispiace che ci sia stato questo clamore mediatico – aggiunge Antonelli – è semplicemente un messaggio pubblicitario, come tanti altri, che serve a richiamare l’attenzione. Nessun intento offensivo verso le donne, come dimostra anche la doppia versione del manifesto
(con il cadavere di un uomo e l’«assassina» con lo strofinaccio, ndr). Anzi da ieri sera siamo noi ad essere oggetto di messaggi offensivi».

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PAT: FINANZIARIA 2013 …OTTIMO LAVORO?

Direi che in questo caso non possiamo affatto lamentarci del lavoro dei nostri Assessori e Consiglieri Provinciali.

Citerei alcuni punti della Finanziaria 2013 che sono stati ‘corretti’ in meglio da alcuni emendamenti che hanno particolarmente attirato la mia attenzione.

Gli amici Ugo Rossi del PATT (assessore provinciale alle politiche sociali), assieme a Bruno Firmani, Consigliere IDV, hanno proposto un emendamento sul Reddito di Garanzia, un intervento che migliora tale strumento ampliandone la portata al cosiddetto “popolo delle partite Iva”. L’emendamento  estende le misure previste dal reddito di garanzia (di per sé uno strumento di welfare che avvicina  il Trentino ai paesi più avanzati del Nord Europa) alle persone che perdono il lavoro e che dispongono appunto di una partita Iva.

Ma anche le amiche ‘donne’ non sono state da meno!!!

Approvato un emendamento della consigliera Margherita Cogo, emendamento volto a favorire gli inquilini ITEA che si trovano in una situazione di morosità verso l’Ente. Con l’approvazione di questo emendamento ora chi si trova in situazioni di morosità potrà rimanere nell’alloggio ITEA sino ad un miglioramento della propria situazione economica, pagando un incremento del 30% sul proprio canone d’affitto. Un provvedimento “tampone” che  ha la positività di  preservare dallo sfratto i nuclei familiari  che si trovano in un momento di crisi economica.

Un’altro punto molto interessante per il lavoro femminile e’ stato raggiunto dalla consigliera Sara Ferrari e che riguarda gli incentivi alle imprese:
anche le nuove piccole imprese agricole femminili possono godere degli incentivi per la copertura dei costi di avvio sostenuti nei primi cinque anni dall’apertura, come le imprese giovanili e femminili degli altri settori (legge sugli incentivi alle imprese).

 

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“Sul ponte sventola bandiera bianca” di Maurizio Sbrana

“Sul ponte sventola bandiera bianca”

Monti studia il taglio delle tasse e Napolitano chiede equità nei programmi economici…
MERAVIGLIOSO!

Occorre tuttavia – come sempre –  considerare la REALTA’.
La realtà è un concetto oggettivo, e se ne possono osservare i contorni, partendo dalle statistiche economiche ufficiali.
Esse  informano che nel secondo trimestre del 2012 (rispetto allo stesso periodo dell’anno passato), si sono avuti i seguenti dati:

ITALIA     FRANCIA     GERMANIA     SPAGNA

* P I L    ………………      – 2,5%     + 0,3%           +  1,0%                – 1,0%
* Produz.industr. …..   – 8,2%     –  2,6%             ——–                 – 6,3%
* Deb.Pub./ Pil  ……..    123%        89%                82%                   73%
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Come si può osservare, purtroppo la nostra Italia è in coda dappertutto!
E come ormai ammettono  (quasi) tutti, le misure messe in campo dal Governo Monti, per fronteggiare la crisi, improntate esclusivaamente adobsoleti concetti, di scuola marcatamente vetero-monetarista, non fanno che peggiorare la situazione (anche se, oggettivamente, la responsabilità principale del caos in cui è precipitato il Paese -con i ristoranti più pieni del mondo…- non è di Monti, ma dei Governi che lo hanno preceduto, ed onestamente nemmeno soltanto quelli ultimi di Berlusconi…).

SIC STANTIBUS REBUS,

cosa mai si può ‘escogitare’ per tentare di arginare la crisi, almeno per quello che può competere all’Italia?
La parola ‘magica’ è una sola:   C R E S C I T A !

Ma come si può riavere la crescita, se il mercato è paralizzato ormai dalla ‘paura del futuro’ e dalla drammatica realtà del presente?
DOBBIAMO  assolutamente – e nel più breve tempo possibile – varare una RIFORMA FISCALE, che abbia soltanto due punti focali:

1) redistribuire il carico fiscale dalle fasce meno abbienti a quelle più benestanti, mediante l’applicazione integrale del dettato dell’Art.53
della nostra Costituzione, attaccando in tal modo in maniera seria e puntuale la massiccia evasione fiscale e la corruzione insite nel
nostro sistema economico nazionale, e:

2) richiedere ed ottenere un contributo straordinario, anche se in misura soft e magari limitato nel tempo, alle classi più agiate (quel 10%
di italiani che secondo Bankitalia detengono circa la metà dello stock di ricchezza nazionale, costituito per i 2/3 da proprietà immobiliari).

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Non occorre essere allievi di Premi Nobel per l’Economia, per comprendere che l’unico modo per far ripartire la CRESCITA, è quello di dotare le fasce popolari di un maggior potere d’acquisto, mediante la diminuzione della pressione fiscale a loro carico (ricordo che il Minfinanze ci dice che il 93% dell’Irpef è versato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati…).
Ciò farebbe gradualmente riassorbire la disoccupazione, innescando quel circolo virtuoso tale da riattivare in breve volgere di tempo la ripresa dell’economia nazionale.
A quel punto avrebbero allora senso le parole che MONTI ebbe a pronunciare nel suo discorso programmatico alle Camere nel Novembre scorso:  RIGORE-CRESCITA-EQUITA’…
Ma Monti avrà la volontà e la ‘libertà’ di farlo ???

SPERIAMO!   Altrimenti, i mercati ci distruggeranno definitivamente.

Maurizio Sbrana da Lucca.

P.S.:  Se volete informarVi su una PROPOSTA DI RIFORMA FISCALE IN SENSO COSTITUZIONALE, scaricatela dal sito di  ASSOCIAZIONE ART.53.

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BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI

Buon 1° Maggio a tutti!

Oggi, 1° maggio, giornata mondiale densa di significati, ma ahimè quasi vuota di speranza per le centinaia di migliaia di giovani senza lavoro e tutto il resto che segue e di cui siamo ben consci.Ricevo questo post da un’amica carissima, Elena Solcia di Arco e con piacere lo inoltro a chi mi segue.

Alcuni aforismi per riflettere e un buon 1° Maggio a tutti: a chi il lavoro ce l’ha e magari è anche un “privilegiato” possessore di posto fisso (finché la dura). A chi invece il lavoro l’ha perso o lo sta cercando, ai precari, ai pensionati e agli studenti, alle casalinghe, agli “esodati”, agli italiani, ai comunitari e agli extracomunitari….
Perchè il lavoro va festeggiato al di là di tutto: era, è e rimarrà una delle basi della nostra vita, così come la libertà, la dignità e la legalità.
Il lavoro va festeggiato, anche se purtroppo il suo “valore” sembra perdersi nel nostro panorama politico, culturale ed economico.
Martin Luter King ha detto: “Dobbiamo accettare la delusione che è limitata, ma non dobbiamo mai perdere l’infinita speranza”, mentre Margaret Mead (antropologa) ha affermato:” Non dubitate che l’azione di un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo: essa è in realtà la sola che vi sia mai riuscita”.
E allora diamoci da fare, tutti al lavoro – per non trovarci come l’omino della vignetta -, ma cercando di non perdere la speranza di poter fare qualcosa perchè le cose possano cambiare!!
“La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.
Franklin Delano Roosevelt
 
“Lavoro è vita, lo sai, e senza quello esiste solo paura e insicurezza”.
John Lennon
“Il Governo ha due doveri, quello di mantenere l’ordine pubblico a qualunque costo ed in qualunque occasione, e quello di garantire nel modo più assoluto la libertà di lavoro”.
Giovanni Giolitti
 
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LE 14 LEGGI EUROPEE PIU’ FAVOREVOLI ALLE DONNE

  • TRENTO, PALAZZO DELLA REGIONE – SALA ROSA (PIAZZA DANTE)
    dalle 16 alle 19,30
  • BOUQUET DELLE 14 LEGGI EUROPEE PIU' FAVOREVOLI ALLE DONNE
    L’evento promuove la Ricerca condotta dall’associazione francese Choisir la Cause des Femmes (fondata negli anni ’70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod), diffusa grazie alla rete tra associazioni e di cui Italia dei Valori, unico partito in Italia, intende farsi portavoce istituzionale. Partecipano esponenti dell’Italia dei Valori insieme a rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.
    ========================Come Coordinatrice Donne IDV del Trentino, in collaborazione con il Gruppo Consiliare, ho organizzato per venerdi’ 10 febbraio 2012, nel pomeriggio, alla Sala Rosa della Regione, dalle 16,30 alle 19,30/20, un incontro che Italia dei Valori sta ripetendo in molte regione d’Italia, per presentare l’iniziativa “La Clause de l’Européenne la plus favorisée”, ovvero le 14 leggi europee piu’ favorevoli all donne.
    Un progetto che raccoglie, dopo un approfondito studio, le quattordici migliori leggi europee per le donne. Nessuna di queste leggi è stata ancora promulgata in Italia, motivo per cui IdV ha sposato questa iniziativa per promuovere la loro discussione e approvazione anche nel Parlamento italiano.

    Le organizzatrici del Progetto che porta il titolo ”La Clause de l’Européenne la plus favorisée” sono la Senatrice IdV, Giuliana Carlino e l’Assessore Provinciale di Massa Carrara Sara Vatteroni, Responsabile Nazione del progetto.

    Saranno, ovviamente, invitati i rappresentanti della Stampa e delle TV locali.

    Oltre agli allegati relativi alle 14 leggi piu’ favorevoli, elenco piu’ sotto le persone che  saranno presenti.

    In attesa di una graditissima e numerosa vostra presenza, rinnovo a tutti i migliori auguri per un Migliore Anno Nuovo !

    Brunella Clementel
    Coordinatrice Regionale Donne IDV Trentino
    Resp. Area Dipartimentale Economia di Genere e Pari Opportunita’

    LAVORI :
    – il Consigliere Provinciale Bruno Firmani co-firmatario di alcuni ddl a favore delle donne,
    – la dott.ssa Iris Franceschini, psicologa e Coord. Donne IDV Alto Adige,
    – Senatrice Giuliana Carlino,
    – Dott.ssa Sara Vatteroni Assessore della Provincia di Massa Carrara
    – l ‘avvocato Eleonora Stenico di Trento, Consigliera di Parita’,
    – Modera: Brunella Clementel

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L’evoluzione della rappresentanza di genere nelle Istituzioni

DOCUMENTO di INDIRIZZO

Le Consigliere delle Assemblee legislative delle Regioni
e delle Province autonome di Trento e Bolzano, riunite a Roma il 17 e 18 novembre 2011 per il

1° Forum delle Elette presso la nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati

premesso che

‐ la promozione delle pari opportunità nell’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive rientra tra i principi generali dell’ordinamento ai quali il legislatore – statale e regionale – devono attenersi nell’esercizio della propria potestà legislativa;
‐ le Regioni promuovono, come organismi costituzionali e istituzioni della Repubblica, la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di genere nella vita sociale, economica e culturale e dunque a
promuovere la parità di accesso alle cariche elettive;

ritenuto che

‐ solo rafforzando le politiche di promozione della parità di genere si può realizzare una presenza equilibrata tra uomini e donne nelle istituzioni e nei posti di responsabilità degli organi economici, amministrativi e politici;
‐ risulta imprescindibile un dialogo strutturato tra le forze politiche e la società civile al fine di garantire il principio della parità dei sessi nell’accesso alle cariche elettive;

considerato che

‐ è essenziale intervenire in maniera coordinata sulla legislazione regionale, preliminarmente in materia elettorale, al fine di tutelare, promuovere e garantire il riequilibrio della rappresentanza e conseguire un’autentica parità di genere;

invitano i Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome a:
1. convocare Consigli regionali straordinari che affrontino l’emergenza della sottorappresentanza femminile nelle Istituzioni regionali e parimenti la necessità di leggi elettorali a riequilibrio e garanzia della parità di genere;
2. introdurre negli Statuti regionali principi tali da perseguire la piena rappresentanza di genere nelle leggi elettorali, nei regolamenti interni di funzionamento delle Assemblee e nei governi regionali;
3. incardinare presso le competenti Commissioni consiliari le proposte di legge presentate;
4. istituire, ove non già presenti, le previste Commissioni o Consulte femminili o delle Pari opportunità e le Commissioni delle Elette al fine di garantire la parità di genere;

convengono

1. anche alla luce delle più recenti sentenze della Corte Costituzionale, di intervenire in materia elettorale, introducendo meccanismi legislativi di riequilibrio:
A) in caso di opzione per la reintroduzione delle preferenze all’interno di un sistema elettorale plurinominale, operando decisamente in favore della “doppia preferenza” sul modello della legge elettorale della Regione Campania;
B) in caso di opzione per il sistema uninominale, operando in favore della presentazione, all’interno del medesimo schieramento, di un numero paritario di candidature di donne e di uomini, ovvero in favore del così detto meccanismo “binominale”, che prevede la doppia candidatura uomo/donna per ogni schieramento in ogni collegio;
C) nel caso di lista bloccata entrambi i sessi devono essere rappresentati al 50%, prevedendo l’alternanza di genere nella composizione della lista;

2. di prevedere, in caso di mancato rispetto dei meccanismi di cui sopra al momento della presentazione delle liste, l’inammissibilità delle stesse;

3. di introdurre anche misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, in grado di ridurre il difetto di rappresentanza di genere;

4. di realizzare, anche con interventi normativi, la piena cittadinanza politica, sociale ed economica delle donne garantendo la parità di accesso alle cariche direttive delle società partecipate pubbliche o controllate dalle Regioni e dagli enti locali; convengono altresì • di istituire in maniera permanente, all’interno della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni e delle Province autonome, il Forum delle consigliere regionali e delle Province autonome, dando mandato, in via transitoria, al Comitato di coordinamento di elaborare una proposta di regolamento di funzionamento; di collaborare con le Elette nelle Assemblee degli Enti locali e parlamentari, con le Consulte e le Commissioni femminili e con tutte le organizzazioni che operano a favore della parità di genere e gli organismi associativi di riferimento;

• di promuovere e curare  – attraverso il coinvolgimento di tutti i poteri pubblici competenti, centrali e territoriali – campagne di informazione, utilizzando – quali strumenti di conoscenza – lo scambio di buone pratiche e l’analisi delle tendenze con particolare riferimento alla dimensione statistica della parità di genere così come avviene già in modo consolidato negli altri Paesi europei;

• di interloquire, anche attraverso il Comitato paritetico Senato‐Camera‐Conferenza, con il Parlamento e con le competenti commissioni parlamentari al fine di portare le proprie istanze in merito alla discussione dei progetti di legge che intervengono in materia di pari opportunità secondo quello spirito di leale collaborazione alla base della cooperazione tra le Istituzioni della Repubblica.

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Trento, la citta’ piu’ vivibile d’Italia

Castello del Buonconsiglio - Trento

 

 

Non e’ senza soddisfazione ed orgoglio che pubblico questa notizia, anzi gia’ negli anni passati Trento si era posizionata al primo posto in Italia per essere una citta’ a ”misura d’uomo”.
Ora Trento si riconferma per il secondo anno consecutivo al vertice della graduatoria per la qualita’ della vita. La classifica elaborata dall’Universita’ La Sapienza di Roma per Italia Oggi, pone Trento al primo posto seguita da Bolzano, Pordenone e, via via, da tutte le altre città fino a Trapani, fanalino di coda.
La classifica è effettuata prendendo in considerazione differenti parametri: affari e lavoro, ambiente, criminalita’, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.
“Questa classifica – commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai – ci conferma una sensazione che noi tutti abbiamo vivendo qui, cioe’ la fortuna di essere nati in una comunita’ e in un territorio nel quale si vive bene e nel quale nonostante le difficolta’ vi sono indicatori molto positivi”.
“Questi risultati – prosegue il presidente Lorenzo Dellai – ci devono aiutare ad affrontare un anno difficile come quello del 2012. Possiamo attraversare questa crisi nella coscienza che il Trentino ha le risorse pubbliche, private e collettive, le risorse materiali e soprattutto quelle non materiali, ovvero morali e quelle civili per guardare al futuro con relativa serenita’…Io ritengo che questi dati ci dimostrano come questo sia possibile, che il Trentino possa attraversare la crisi senza veder disperso il suo grande patrimonio di valori e di solidita’”.

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