Mattino di Pablo Neruda

Dolce e’ la bella come se musica e legno,

agata, tele, frumento, pesche trasparenti,

avessero eretto la statua fuggiitiva.

Verso l’onda dirige la sua contraria freschezza.

Il mare bagna bruniti piedi copiati

alla forma appena lavorata nell’arena

e ora il suo fuoco femminile di rosa

e’ una sola bolla che il sole e il mare combattono.

Ahi, che nulla ti tocchi se non il sale del freddo

che neppure l’amore distrugga la primavera intatta.

Bella, riverbero dell’indelebile spuma,

lascia che i tuoi fianchi impongano nell’acqua

una misura nuova di cigno o di ninfea

e navighi la tua statua nel cristallo eterno.

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