RULLO DI TAMBURI… ODORE DI SANGUE

Era una splendida notte africana, miliardi di stelle tappezzavano il cielo con la splendida costellazione della Croce del Sud che campeggiava quasi ad oscurare tutte le altre con la sua bellezza….
Profumo d’Africa, quel profumo che ti entra nel cervello e non ti lascia piu’ ovunque tu vada per il resto della tua vita… chiudi un attimo gli occhi, pensi intensamente e lo senti nelle narici !

Era la meta’ del 1966 ero a Kainji, nell’ovest della Nigeria, ero con i miei genitori …
Eravamo in giardino, era stato costruito un villaggio per gli “expatriates”, così venivamo chiamati noi “non indigeni” che eravamo lì per la costruzione di una delle dighe in terra piu’ grandi del mondo.

Era un mercoledì sera verso le 9…il buio nero africano illuminato dalle stelle… era la serata in cui al Club inglese si giocava a Bingo, quella sera… non ricordo perchè… non ci siamo andati come usavamo fare di solito.
Siamo usciti in giardino richiamati dal suono incessante dei tamburi che proveniva dal villaggio vicino …una festa al villaggio…abbiamo pensato… capitava di sovente…

Ando’ avanti tutta la notte… sapevamo bene che, quando festeggiavano una cosa speciale, un matrimonio, una nascita o altro…il suono dei tamburi si poteva protrarre tutta la notte…quindi non ci preoccupammo piu’ di tanto, anzi eravamo felici con loro…

Al mattino  un silenzio innaturale gravava sul nostro villaggio…
…Il giardiniere non si fece vedere… strano!
lo steward  nemmeno… della bambinaia nemmeno l’ombra…
fu a questo punto che abbiamo cominciato a preoccuparci … lo stesso succedeva tutto intorno a noi… nelle altre case… nelle altre famiglie…

…Alcune ore dopo arriva una telefonata dal cantiere … con voce concitata…   ci dicono:
“Non uscite di casa…. e’ in corso un eccidio… si stanno ammazzando tutti… ieri notte i tamburi comunicavano la preparazione all’assalto ed in mattinata si sono scatenati… le strade costellate di morti… un’impiccato sul ponte che bisogna attraversare per andare in cantiere… altri uccisi con colpi di machete… sembra l’apocalisse… appena possiamo torniamo a casa e decidiamo cosa fare !!!”.

Non c’era molto da fare in effetti… Kainji è in una posizione particolare… in mezzo alla Nigeria… foresta da tutte le parti… abbiamo stabilito un quartier generale nel circolo degli italiani…ogni nazionalità aveva il suo circolo dove ci si riuniva per stare un po’ insieme….in quel frangente i circoli servirono come rifugi pattugliati…
Si decise di abbandonare le case… La ragione e’ semplice: gli Ibo (etnia della Nigeria del Sud) erano stati attaccati brutalmente… erano quelli che lavorano presso noi “expatriates”… come boys tuttofare… come giadinieri… come drivers… cuochi… oltre ad altri lavori negli uffici, nei magazzini etc… di religione cristiana.
… ebbene dove potevano cercare riparo queste persone ?
…ovviamente presso le persone che li conoscevano e presso le quali si recavano ogni giorno per lavorare… quindi da noi ‘bianchi’.

…La cosa era oltremodo pericolosa perchè se si dava asilo a chiunque fosse lontanamente un IBO … si riconoscevano dalla marche tribali…gli Ibo non ne avevano, mentre gli Hausa  sì (l’etnia mussulmana che dava loro la caccia)… si rischiava di venire ammazzati assieme a loro… come successe a Lagos a due coniugi inglesi e altrove…
…D’altra parte come resistere di fronte ad una persona che diventa grigio cenere per il terrore e che ti chiede in ginocchio in nome di Dio… un Dio qualunque… di nascondere lui e la sua famiglia altrimenti sarebbero stati massacrati senza pieta’ …
…Quale cuore di pietra avrebbe potuto resistere e sbattere fuori quelle persone, magari una persona che hai visto tutti i giorni, con cui a volte hai riso e scherzato…

Venne quindi presa la decisione da parte della Direzione di far abbandonare le case, cosa che facemmo per tre giorni e tre notti, accampandoci al circolo italiano…

Abbiamo dormito molto poco quelle tre notti, c’erano solo sedie ed alcune sdraio… ma il sonno comunque non sarebbe venuto sapendo che in giro stava succedendo la fine del mondo… gente impazzita… si diceva che prima delle battaglie si drogassero con noci di cola e altri allucinogeni… e poi col machete in mano…
…persone che fino al giorno prima erano del tutto normali… il giorno dopo a causa di un qualche ordine impartito dall’alto… da quale pulpito non è dato sapere… si trovavano a girare come ossessi con il machete in mano ad uccidere qualsiasi IBO trovassero…
…era molto pericoloso non avere le marche tribali Hausa (due strisce parallele sulle guance)… e molti Ibo, ma anche Yoruba (altra etnia della Nigeria centrale) che non avevano le loro… se le facevano fare… ma per farle cicatrizzare non ci voleva poco (si fanno i tali e si mette del sale nelle ferite per non far cicatrizzare la pelle), per cui dovevano stare almeno un mese nascosti chissà dove…anche in mezzo al bush con tutti i pericoli e senza cose da mangiare ne’ da bere se non quelle che trovavo sul posto…

Siamo venuti poi a sapere che dietro al circolo dove eravamo asserragliati noi italiani erano nascosti un centinaio di IBO… certo se li avessero scoperti, non sarei qui a ricordare tutto questo, oltre tutto avevo con me la mia piccola di pochi mesi che dormiva tranquilla nel suo porte-enfants !
In quei giorni e quelle notti insonni si discuteva molto sul come fuggire, come aprirsi un varco nella foresta verso il Ghana, che era lo stato piu’ vicino, usando gli haulpack e i caterpillar con jeep di uomini armati a chiusura della spedizione… ma eravamo talmente pochi e la foresta troppo insidiosa.

In quell’occasione l’Orgoglio Italiano, di cui vado ancora fiera, si mostro’ in tutta la sua generosita’.
Gruppi di uomini, a turno, uscivano con la jeep, nonostante la mattanza, per raccogliere i feriti e portarli all’Ospedale che veniva poi pattugliato da noi italiani.
Una credenza dei nativi narrava che se una persona veniva ferita con un colpo di machete e non muoriva, non si poteva ‘finirla’ perchè gli spiriti maligni sarebbero entrati in te…
Così si riusci’… almeno temporaneamente… a salvarne parecchi, continuando così tutti i tre giorni e le tre notti, incuranti del pericolo.
Non mi risulta che persone di altre nazionalita’ si siano mosse con lo stesso scopo.

Solo dopo alcuni giorni, nonostante i ripetuti appelli… arrivarono i poliziotti… sembrava quasi avesse obbedito anche loro ad un ordine superiore: “lasciate che si annientino…. poi intervenite !!!”

La cosa non finì lì…molte altre cose sono ancora nel mio cuore e nella mia mente, incancellabili….

L’Africa è bella, affascinante, struggente e spesso… anche spietata !!!

Era scoppiata proprio a Kainji, l’avvisaglia della guerra civile fra le due etnie, gli Hausa e gli Ibo, quella che passa col nome di “Guerra del Biafra” e che duro’ per molto altro tempo.
I motivi? Mah, chi dice religiosi, chi a causa del petrolio, chi la imputa alla ricerca dell’indipendenza del Biafra…
Gli Ibo erano una popolazione radicata piu’ nel delta e nel sud del Paese e, come tutte le popolazioni che vivono in prossimità di porti, a causa dei maggiori e continui contatti con le civilta’, anche straniere, sono piu’ eruditi, avevano i posti di comando, mentre gli Hausa vivono di pastorizia e coltivazione di arachidi.
Gli Ibo, per la maggior parte cristiani, gli Hausa di religione mussulmana.
Oltre a queste due etnie c’e’ anche quella degli Yoruba, decisamente in minoranza ma comunque coinvolta, suo malgrado, nell’eccidio.

Ebbene, quanto sopra è successo piu’ di 30 anni fa ed è di questi giorni la notizia di ennesimi e continui eccidi eccidi che avvengono nella stessa area e piu’ a nord in Nigeria…
dove ho vissuto parecchi anni, sembra che a Maiduguri ci siano stati 600 morti…ricordo benissimo pero’ che le notizie… filtrate per i giornali stranieri… danno numeri notevolmente inferiori alla realta’….
Sembra, purtroppo, che non esista modo per evitare che l’uomo continui ad uccidere il fratello per futili ed inesistenti motivi, se non la ricerca della supremazia economica (leggi le sette sorelle) camuffata da contrasti religiosi ???

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2 risposte a RULLO DI TAMBURI… ODORE DI SANGUE

  1. Maria ha detto:

    Carissima, sono Mariar di e bay, ho dato solo ora un’occhiata al tuo blog, ma è interessantissimo!
    Fra l’altro mi ha molto interessato la tua testimonianza sull’ africa, avendo un marito africano, congolese per l’esattezza..
    Ora me lo salvo sui preferiti così ti leggo.

    Un abbraccio, a bien tot

  2. Brunella ha detto:

    Ciao Maria, mi fa piacere che tipiaccia il mio blog….nasce dedicato alle donne ed alle nostre problematiche…poi ogni tabto, quando ho tempo, inserisco pezzi di vita vissuta, ricette, storia di sonne che hanno fatto “la storia”….
    Il Congo è uno splendido paese, purtroppo …io credo…leggi superiori alla nostra comprnsione copre di sangue queste splendide terre nelle quali si vivrebbe molto vicino alla felicità eterna, sentendosi esseri umani e non automi che devono correre correre perchè cosa poi?
    Molti hanni fa ho letto un libro splendido ed agghiacciante nello stesso tempo…l’inizio della guerra dei Mau Mau….sapresti ricordarmi il titolo….lo sto cercando da tanto tempo….
    A presto, carissima. Un abbraccio a te e a tuo marito

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