QUESTA SI PUO’ CHIAMARE GIUSTIZIA

Con tutto il rispetto che si puo’ aver per l’uomo che è stato colpito da un grande dramma familiare, al quale non so quanti sarebbero sopravvissuti in condizioni mentali equilibrate…
Ricordate?
Charles Manson il seguace di Satana con la sua “famiglia” (la banda si chiamava così) trucido’ la moglie, Sharon Tate, ed il figlioletto di sui era incinta di 8 mesi in uno dei loro raid di sangue.
L’OMICIDIO SHARON TATE
Il 9 agosto 1969 Manson pianificò e realizzò un’intrusione a Cielo Drive, un ricco quartiere di Los Angeles, con l’obiettivo di entrare nella villa di Roman Polanski dove Sharon Tate, attrice e moglie del regista, incinta di 8 mesi stava accogliendo alcuni ospiti, tra cui Jay Sebring, parrucchiere dell’attrice, Abigail Folger, figlia dell’imprenditore del caffè “Folger”, Wojiciech Frykowski, il fidanzato di Abigail.

Facciamoci una domanda….in Italia, una persona che si è macchiata di uno stupro, 32 anni fa…sarebbe ancora perseguito????

sharon tateSharon Tate con la maglietta del figlio mai nato!

GIUSTIZIA
Mandato di cattura internazionale per il regista, che 32 anni fa violentò una tredicenne. Poi fuggì e fu condannato. Battaglia sull’estradizione. La protesta del governo francese

Polanski fermato in Svizzera
per lo stupro del ’77 negli Usa

Roman Polanski
Roman Polanski
ZURIGO – Roman Polanski è stato arrestato dalla polizia in Svizzera, su mandato di cattura internazionale emesso delle autorità americane. Era approdato nella città elvetica per ritirare un premio alla carriera assegnato dal Festival del cinema di Zurigo, e che avrebbe dovuto ricevere stasera. Il regista, che è cittadino francese e da tempo vive a Parigi, fu condannato nel 1978 negli Stati Uniti per aver avuto rapporti sessuali con una tredicenne. Per questo era fuggito dagli Usa, e non vi aveva più messo piede.

L’ufficio del Procuratore di Los Angeles aveva pianificato l’arresto del registra la scorsa settimana dopo aver appreso che Polanski sarebbe andato in Svizzera. Ora l’imputato è in attesa di estradizione. Ma i suoi legali sono pronti a dare battaglia: uno di loro, Georges Kiejman, ha spiegato a France Info che lo scopo è in primo luogo “revocare la misura dell’arresto a Zurigo”; ma che, per quanto riguarda l’estradizione, “non è molto chiara la convenzione tra Svizzera e Stati Uniti”.

Polanski, come sanno tutti coloro che amano la settima arte, è autore di tanti film che hanno lasciato un segno nella storia del cinema. E ha ottenuto, nella sua lunga attività, tanti riconoscimenti importanti: dalla Palma d’oro per Il Pianista (2002) all’Oscar come migliore regista, l’anno successivo.

Non solo un grande regista, però. Visto che parliamo anche di un personaggio dalla vita complessa, segnata da episodi tragici. A partire dall’Olocausto: ebreo di origini polacche, nato nel 1933 a Parigi, da bambino torna in Polonia, e viene rinchiuso nel ghetto. Riesce a fuggire, ma la madre muore nei campi di sterminio. Passano tanti anni, Polanski è già un regista di successo che vive negli Stati Uniti, quando avviene un altro evento traumatico: la morte della giovane moglie Sharon Tate, incinta all’ottavo mese, per mano di Charles Manson e della sua banda di esaltati. Ed è questa la vicenda che lo segna di più.

Alcuni anni dopo, è lui invece a finire nel mirino della giustizia. Accusato di aver violentato nel 1977, nella casa di Jack Nicholson, una bambina di 13 anni. Di questo, negli ultimi anni, è tornata a parlare Samantha Geiger, la giovane stuprata da Polanski , che oggi è una donna sposata e vive nelle Isole Hawaii.
In un’intervista alla rivista americana Vanity Fair, ha dichiarato di non serbare più rancore al regista. “Ho una vita felice e altrettanto auguro a Polanski “, ha detto.

Lo stupro avvenne nell’estate 1977 , dopo che Polanski invitò la giovane per un servizio fotografico nella villa californiana di Nicholson, promettendole una carriera da modella. Condotto l’8 agosto 1977 davanti al giudice di Santa Monica, Lawrence Rittenband, deceduto nel 1993, il regista ammise le sue responsabilità, ma il giorno prima che venisse emessa la sentenza, a inizio ’78, scappò precipitosamente in Europa.

Negli ultimi tempi il cineasta aveva cercato trattare un accordo con la magistratura americana, offrendo un’ammissione di colpevolezza in cambio di una revisione della condanna. Ma lo scorso maggio un giudice di Los Angeles ha rifiutato l’appello presentato dagli avvocati del regista, in cui si parlava di scorrettezze compiute durante il processo. Il giudice Peter Espinoza aveva detto di non poter esaminare il caso visto che l’imputato si rifiutava di presentarsi in aula.

E adesso, l’arresto in Svizzera. Che ha provocato una dura reazione del ministro della Cultura francese, Fredric Mitterrand: “Sono stupefatto – ha dichiarato – di apprendere la cattura di un cittadino francese, che è anche un regista di fama internazionale”. Mitterrand ha proseguito dicendo di aver sottoposto il caso al presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, “che segue la vicenda con grande attenzione. E che si augura una soluzione rapida della vicenda”.

Dure protesta anche dall’Associazione elvetica degli scrittori e dei registi, che ha parlato di uno “scandalo legale che pregiudicherà la reputazione della Svizzera nel mondo”.

(27 settembre 2009)

La url di questa pagina è http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/persone/roman-polanski/roman-polanski/roman-polanski.html

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2 risposte a QUESTA SI PUO’ CHIAMARE GIUSTIZIA

  1. Polansky come Miller e Charly Chaplin. Ho sempre sostenuto che Mason e i suoi, in modo o nell’altro fossero ben visti da quelli elementi Machartysti della CIA che vivevano di sonnachiosa rendita dietro la grande rapina subita dal popolo ebraico-tedesco e le si nascondevano dietro . Persone, già fin troppo compromesse per aver finanziato Hitler degli anni ’40 e quindi non più in grado di comparire direttamente in prima persona sulla scenario della nuova america di quegli anni successivi . Il bottino dell’Olocausto rubato agli ebrei e le informazioni che diedero alla CIA di allora per accertare i soli esecutori materiali giovarono ad essi , come è noto , incarichi prestiogio dentro i servizi segreti di essa. Con tutto quel denaro e i loro nuovi incarichi in grado di dirigere scenari di omicidi e di influenzare giurie federali , quasi tutto il mondo musicale etc di Hollyvood capitolò. Polansky no. Con il Pianista , dove Polansky forse supera Schindler ‘s List di Spileberg, Polansky, finalmente poteva parlare di se, di ciò che aveva visto senza ambientare l’autobiografica di Wladislaw Szpilman, il superstite della Shoah pubblicato nel 1999 da Baldini & Castoldi. Non lo farà. Ha già pagato l’avvertimento: un prezzo altissimo : L’omicidio della moglie Sharon Tate e del loro figlioletto in gestazione di 8 mesi. Timoroso di nuovi attentati alla sua famiglia, evita e comunque chiarisce che quel bisogno di Nazismo di allora sta continuando ancora fra noi. Nel film, infatti ogni tanto qualcuno sparisce, alimentando la Catarsi sullo spettatore . Oggi, non accade forse lo stesso ? Perciò, perchè stupirsi di tanta ferocia all’epoca come oggi, durante la grande sbornia della banalizzazione della tragedia giustizialistica che stiamo vivendo tutti .Capita solo quando pensiamo a qiualcosa di più che va oltre al quotidiano premio alla velina di turno. Se però Polanski , da 30 anni preso all’amo ed in ostaggio di questo strano tipo di Giustizia USA che incrimina chi denuncia e rende pubblico l’assassinio delle Balene etc… rendesse solo un poco più pubblico il suo Pilot-documentario sulla Giustizia USA, allora ne vedremo di belle.
    Franco M. von Rosenfranz
    http://www.childembassy .org
    Circolo Culturale W.Reich – K. Lorenz -A. Neil

  2. Irish Coffee ha detto:

    non ho parole, ne avevo sentito parlare ma ora che leggo mi accorgo che è molto di più di quanto dicono
    uomo e animali, forsee dobbiamo ancora attribuire la vera identità a queste due parole…
    spero che paghi, per tutte!!
    buona giornata

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