Usa/ E’ morta Atkins, la seguace di Manson che uccise Sharon Tate

Rocco permalink

Avete commesso un errore. la foto inserita non ritrae Susan Atkins, ma la vittima Sharon Tate.
Susan Atkin non aveva affatto la faccia d’angelo. Confrontate il seguente link: http://farm4.static.flickr.com/3043/2843247662_0c85d6f696_o.gif

Sulla sinistra la Tate con la stessa fascia e collana che indossa nella vostra fotografia.

Qui invece la Atkins: http://www.obit-mag.com/media/image/Susan%20Atkins.jpg

Susa Atkins, l'assassina di Sharon Tate

Continuo un po’ a raccontare questa storia che ha agghiacciato il mondo nel lontano 1969. Pochi forse lo ricorderanno.
Consiglio di leggere il libro “A sangue freddo” di Truman Capote, un resoconto dell’orribile tragedia.

Susan Atkins, che chiamerei viso d’angelo” e’ colei che, del gruppo, materialmente trucido’ Sharon Tate.
Un viso cosi’ dolce per una ferocia cosi’ sconfinata.

20:16 – ESTERI- 25 SET 2009

Susan Atkins - l'omicida di Sharon Tate

Susan Atkins - l'omicida di Sharon Tate

Usa/ E’ morta Atkins, la seguace di Manson che uccise Sharon Tate

Aveva 61 anni, 40 passati in carcere, era malata terminale cancro
Los Angeles, 25 set. (Ap) – Susan Atkins, una delle adepte della famiglia del satanista Charles Manson, la cui confessione dell’omicidio dell’attrice Sharon Tate, allora all’ottavo mese di gravidanza, nel 1969 scioccò il mondo e allo stesso tempo inchiodò i seguaci del culto del male. Atkins, 61 anni, è morta ieri sera tardi nell’ospedale di Chowchilla, dove si trovava dall’anno scorso. Il 2 settembre scorso una commissione ha respinto la scarcerazione per motivi umanitari della donna, che aveva un cancro al cervello allo stadio terminale che le era stato diagnosticato nel 2008. Aveva inoltre una gamba amputata e i dottori le davano pochi mesi di vita. E’ stata sottoposta a interventi chirurgici al cervello e negli ultimi mesi era paralizzata e aveva difficoltà a parlare. All’udienza del 2 settembre, quella che le tolse l’ultima chance di libertà, è intervenuta brevemente, recitando dei versetti religiosi con l’aiuto del marito, l’avvocato James Whitehouse. Esattamente un anno fa era stata trasferita nella casa di cura specializzata presso il California Central Women’s Facility di Chowchilla. Tate, che aveva 26 anni quando recitò nella “Valley of the Dolls” (La valle delle bambole, 1967) ed era la moglie del regista Roman Polanski, è una delle sette vittime uccise in due abitazioni a Los Angeles durante le folli pratiche sataniste della “Manson Family” nell’agosto 1969. Atkins è la prima delle persone condannate per quei fatti a morire. Manson e altri tre coinvolti negli omicidi – Patricia Krenwinkel, Leslie Van Houten e Charles “Tex” Watson – rimangono in carcere a vita. Secondo Thornton, Atkins è rimasta in prigione più a lungo di qualsiasi altra donna detenuta in California. Colpevole di aver accoltellato a morte Sharon Tate, Atkins confessò il suo reato in veste di testimone durante il processo, chiese più volte perdono per le sue azioni nel corso degli anni. Ma 40 anni dopo gli omicidi si era resa conto che pochi avevano dimenticato o l’avevano perdonata per quello che lei e altri membri della setta avevano commesso.

charles manson
charles manson B-A

CHARLES MANSON
Il capo della banda o “Famiglia” come chiamavano la setta era Charles Milles Manson (Cincinnati, 12 novembre 1934) un criminale e serial killer statunitense, famoso per essere stato il mandante di uno dei più efferati omicidi della storia degli Stati Uniti d’America. Ha avuto vari soprannomi, tra cui “Mr Satan” o “Satan Manson”, e la sua espressione “diabolica” nonché la sua crudeltà, hanno reso il suo nome comunemente associato alla personificazione del male. Accusato di satanismo, si autodefiniva il Gesù Cristo del XX secolo.

MOLTO FORTE IL CONTENUTO DI QUANTO SEGUE, RECUPERATO DA RICERCHE SU INTERNET:
Gli omicidi
Il 9 agosto 1969 Manson pianificò e realizzò un’intrusione a Cielo Drive, un ricco quartiere di Los Angeles, con l’obiettivo di entrare nella villa di Jack Nicholson nella quale era ospite Roman Polanski e Sharon Tate, attrice e moglie del regista, incinta di 8 mesi, ed alcuni loro amici, tra cui Jay Sebring, parrucchiere dell’attrice, Abigail Folger, figlia dell’imprenditore del caffè “Folger”, Wojiciech Frykowski, il fidanzato di Abigail.
Non è mai stato accertato se Charles aspettasse in auto o se rimase nel ranch dove risiedeva l’organizzazione; coloro che materialmente eseguirono gli ordini furono Charles “Tex” Watson (a cui Manson diede il comando della operazione stragista), Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Questi si diressero verso la villa armati di coltelli, un revolver e un filo di nylon lungo 13 metri. Giunti sul posto, i quattro tagliarono i fili del telefono per impedire che venissero chiamate le forze dell’ordine una volta entrati. Ad eccezione di Linda Kasabian, che doveva coprir loro le spalle, gli altri tre scavalcarono la recinzione. Tuttavia vennero notati da un amico del guardiano della villa, Stephen Earl Parent, il quale venne ucciso immediatamente a colpi di revolver da Tex Watson.
Entrati nella villa i membri della The Family non ebbero nessuna pietà. Il primo a morire fu il parrucchiere Sebring, che implorò di lasciar in vita Tate in quanto incinta, ma venne ferito con un colpo di revolver all’ascella e finito con una serie di coltellate. La successiva vittima fu Frykowski, che venne accoltellato da Susan Atkins. Stessa sorte anche per la Folger, accoltellata ripetutamente. L’ultima vittima fu Sharon Tate, a cui spettò la sorte peggiore. Infatti, venne prima picchiata a sangue, torturata con il filo di nylon e accoltellata 16 volte al petto.[senza fonte]
Con uno straccio intriso del sangue dell’attrice, Susan Atkins scrisse sulla porta, da cui avevano fatto irruzione, “PIG” ovvero maiale in lingua inglese: maiale è anche il termine statunitense con cui ci si riferisce in tono spregiativo alla polizia e “Piggies” è il titolo di una canzone dei Beatles. Sullo specchio del bagno venne scritto Helter Skelter: l’espressione inglese “helter skelter” indica i grandi scivoli di forma elicoidale dei Luna Park, e fu interpretata da Manson come “arrivo del caos” e “fine del mondo”, anche questa è il titolo di una canzone dei Beatles. Non ci furono sopravvissuti al massacro, se non il regista stesso Roman Polanski, che era in realtà assente in quel periodo perché impegnato per motivi di lavoro in Inghilterra (aveva appena finito di girare Rosemary’s Baby).
I massacri dell’organizzazione non si placarono, e il giorno seguente vennero uccisi l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary: i due furono colpiti al petto con più di quaranta pugnalate a testa. Sulle pareti venne scritto “Death to pigs” col sangue delle vittime e sul frigorifero in cucina venne invece scritto, con una storpiatura grammaticale “Healter Skelter”. Il cadavere di Leno LaBianca fu ritrovato con una forchetta conficcata nello stomaco.
Una ulteriore vittima di Manson fu un insegnante di musica, Gary Hinman, che qualche mese prima aveva dato ospitalità alla Family osando poi cacciarli. Anche lui venne accoltellato: sulla parete venne tracciata la scritta “Politician Pig”, ovvero “Porco politico”.
L’ultimo omicidio attribuito a “The Family” fu quello di un membro stesso della setta, Donald Shea (soprannominato “Shorty”), colpevole di aver denunciato l’organizzazione e di aver sposato una donna nera. Venne brutalmente ucciso il 26 agosto 1969 e la sua salma venne tagliata in nove pezzi.
L’attività criminosa della “Famiglia” continuò incontrastata per quasi due anni, fin quando l’avvocato Vincent Bugliosi, di origini italiane, riuscì a trovare dopo molte indagini le prove che incastravano Manson. Inoltre alcuni seguaci lo tradirono; testimone chiave nel processo fu Linda Kasabian, la ragazza che ricoprì il ruolo di “palo” la sera del 9 agosto 1969. Charles venne così arrestato per quello che venne ricordato come Il caso Tate-LaBianca e venne accusato di essere il mandante degli omicidi.

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8 risposte a Usa/ E’ morta Atkins, la seguace di Manson che uccise Sharon Tate

  1. Irish Coffee ha detto:

    agghiacciante
    in effetti non la conoscevo, ho intenzione di seguire il tuo consiglio
    acquisto il libro
    quanti delitti esistono nel mondo?
    un numero impressionante…
    buona giornata

  2. brunella ha detto:

    guarda la storia la conosco bene perchè ho letto il libro quasi appena scritto…ero in Africa allora, forse in ambiente inglese queste notizie giravano di piu’.
    il libro non è agghiacciante, racconta la storia con la dovuta suspense ma con un velo “pietoso” per non scioccare troppo. Se fosse un giallo sarebbe molto bello, purtroppo è una storia vera….e chissà….veramente quante ce se sono…altro che Patricia Cornwell….

  3. Irish Coffee ha detto:

    dire che i gialli dovrebbero essere tutti così forse non è bello, sarebbe come dire che le disgrazie altrui è piacevole leggerle
    il mal d’Africa? ho un’amica che c’è stata la prima volta una ventina d’anni fa
    da allora ci torna sempre più spesso, e un anno fa ha acquistato una casa
    mi sa che è un male che esiste veramente 🙂
    il libro è in arrivo, metà della prossima settimana lo ritiro
    finisco quello che stò leggendo poi mi butto su questo
    grazie mille, per la considerazione
    per me è un piacere
    buon week end

  4. Brunella ha detto:

    Mi sono spiegata male, io intendevo dire che se fosse stato un giallo….sarebbe stato un bel giallo, ma purtroppo e sottolineo “PURTROPPO” si stava raccontando di una storia vera…hai letto il mio breve racconto “Rullare di tamburi, odori di sangue”….uno degli epidosi che ho passato in Africa, avrei intenzione di scriverci un libro perchè è stato un periodo di contrapposte sensazioni, di meraviglia per la bellezza senza fine dei paesaggi, dei tramonti ecc.
    e il terrore, la paura in certe situazioni, la mancanza d’acqua quando sei hai limiti del deserto….insomma ho proprio voglia di andare avanti a sciverlo….peccato che il tempo sia tiranno e il lavoro richieda un bel po’ di tempo….
    a presto carisisima…non volevo affatto banalizzare l’episodio.
    un abbraccio

  5. Rocco ha detto:

    Avete commesso un errore. la foto inserita non ritrae Susan Atkins, ma la vittima Sharon Tate.
    Susan Atkin non aveva affatto la faccia d’angelo. Confrontate il seguente link: http://farm4.static.flickr.com/3043/2843247662_0c85d6f696_o.gif

    Sulla sinistra la Tate con la stessa fascia e collana che indossa nella vostra fotografia.

    Qui invece la Atkins: http://www.obit-mag.com/media/image/Susan%20Atkins.jpg

  6. marco ha detto:

    Il libro a sangue freddo di truman capote, è uscito la prima volta nel 1966…e riferisce di una tragedia successa verso la fine degli anni 50…non può essere relativo ai fatti del 9 agosto 1969,,,a meno che ci sono elementi che non so! Ciao.

  7. brunella ha detto:

    Ciao Marco, ti ringrazio per la precisazione.
    Si vede proprio che non ne ho beccata una… la foto non era dell’assassina bensi’ di Sharone Tate ed il libro si riferiva ad un’altra tragedia.
    Io lo lessi i quegli anni lontani ela tragedia che raccontava era stata, evidentemente, paragonata a quella perpetrata su Sharon Tate e sui suoi amici. Mi spiace di aver scritto delle cose senza prima controllarle…. sono andata “a ricordi” ed ho toppato clamorosamente. Mi scuso con tutti quelli che hanno letto.
    Il libro pero’ e’ veramente ‘bello e terribile’.

  8. Giuseppe ha detto:

    Mi voglio augurare che questo “garbage of humanuty” (rifiuto dell’umanità) sia crepata tra i più atroci dolori

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