139° Open Championship di St. Andrews, Scozia al Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews


Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews – Swilkan Bridge

Nello splendido e suggestivo Old Course del Gotha del Golf, il R&A Golf Club di St. Andrews, dove aleggia sempre un’aria di sacralità’, si e’ verificato un fenomeno che, sicuramente, si andrà’ consolidando nel prossimo futuro.

Dopo parecchie edizioni, un tabellone blu, ovvero quasi tutto Europeo ha premiato la Vecchia Europa ed ha certo rallegrato il mitico “Monty” Colin Montgomerie, Capitano della Ryder Cup che si terra’ prossimamente.

Colin Montgolery (Monty) assieme a Nick Faldo nel 1993. Foto di Repertorio della Ryder Cup

Potremmo dire che e’ stato l’Open degli …esordienti, non tanto ‘rookies’, quanto under 35.
Abbiamo infatti visto uno scatenarsi di giocatori, si’ conosciuti, ma non proprio nel range dei primi del mondo, che si ‘giocavano’ le prime posizioni alternativamente, prima uno, poi l’altro, poi di nuovo l’altro…. una contesa affascinante quanto ‘thrilling’, mentre il sudafricano Louis Oosthuizen stava saldo in testa con un bel distacco arrivato fino a 10 colpi, terminando a 4 giri con un favoloso -16.

Il Vincitore con un inarrivabile -16:
il sudafricano Louis Oosthuizen
chiamato “schreck” dagli amici

Louis Oosthuizen, Schreck per gli amici in uno dei suoi swing morbidi ed eleganti… pieni di potenza!

Un secondo posto molto battagliato, fra Paul Casey, Kaymer, Stenson e McElroy e Lee Westwood vede alla fine la vittoria di quest’ultimo con -9.
Paul Casey

Lee Westwood, inglese, 37 anni, esce dal rough alla 17

Quattro giornate faticose anche da seguire, dal primo giorno il giovanissimo nord irlandese Rory McElroy (21 anni) ha fatto sognare il pubblico con un giro in 63 colpi, 9 sotto il par,

Rory McElroy, nord irlandese ventunenne, 3° classificato

purtroppo il secondo e’ incappato nel vento e nel brutto tempo ed ha portato a casa un pesantissimo 80, riuscendo pero’ a recuperare nelle due giornate finali, classificandosi al 3° posto con grande tenacia, pari merito con l’inglese Paul Casey (33 anni) e lo svedese Henrick Stenson (34).

Paul Casey, condivide il 3° posto Erik Stenson, buffo salto… di gioa?

Le ultime due giornate hanno visto un’escalation di bellissimo golf, giocato da un manipolo di giocatori che si rincorrevano a colpi di birdie, si sono visti anche parecchi eagle, specie alla 18, buca decisamente facile se arrivi in green con il drive od un legno…
Insidiosissimo e molto diverso da tutti gli altri campi sui link, il mitico campo del St.Andrews, l’Old Course, culla del Golf mondiale, con i suoi green doppi, i fairways costellati da bunker che, ricordando i ripari delle pecore… ai primordi del golf, lasciano appena appena entrare il giocatore che… incautamente ci si era andato a trovare.
Il Bunker alla 17, la buca della strada, chiamata appunto “the road hole”.
il Bunker della 17, la buca della strada

Abbiamo visto un Tiger, a volte anche sorridente, ma il cui gioco ha lasciato a desiderare… ce ne vorrà’ ancora un po’ perché’ si rimetta dalle sue ferite del corpo e dello spirito! Per questa volta ha chiuso al 23mo posto!
Tiger Woods, nella classica ‘mise’ nero/rosso, dell’ultimo giorno.

Il nostro Edoardo Molinari (anni 29),reduce dalla recente splendida vittoria all’Open di Scozia, ha giocato bene, incappato anche lui nel brutto tempo e’ finito 27mo.
Lo vedremo alla Ryder Cup? Ci auguriamo di si’.

Il nostro eroe… Edoardo Molinari

La rosa dei primi e’ davvero singolare.. il sudafricano Louis Oosthuizen (28 anni) ha dominato le ultime due giornate, tallonato da Casey, Westwood, Kaymer, Erik Stanson….

Lee Westwood reagisce all’aver sbagliato un putt alla 16
Martin Kaymer

che si guadagnavano un birdie, lo perdevano… tutto in un “su e giù” altalenante che ha reso veramente competitiva l’ultima giornata di gara, nonostante il sudafricano si fosse messo al sicuro ed era impossibile raggiungerlo!

Certo viene da fare un po’ di considerazioni con il tabellone finale di questo Open Britannico, ‘The Open’ come lo chiamano gli scozzesi, l’Open senza vincere il quale non ci si può’ considerare “golfisti arrivati”.
Si aprono nuove visioni all’orizzonte, nuovi volti di giovani speranze che … molto più’ in fretta che in passato, raggiungono fasi di forma e stile di gioco che riescono a gestire più’ facilmente dei campioni della vecchia scuola… anche se e’ pur sempre una scuola di “ieri” e non di molto tempo fa!

Un bello show personale e’ stato dato da Miguel Angel Jimenez… un grande campione, che ha divertito il pubblico alla 18 con uno splendido colpo all’indietro perche’ la palla era finita proprio nel borso sotto le tribune. Sara’ sicuramente ricordato come Il Colpo dell’Anno.

Miguel-Angel-Jimenez
Miguel Angel Jimenez, spagnolo.
Chiamato affettuosamente “el viejo” oppure “il meccanico” perche’ possiede una Ferrari che ama smontare e rimontare.

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