BANCA D’ITALIA FAMIGLIE E DISOCCUPAZIONE

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BANCA D’ITALIA FAMIGLIE E DISOCCUPAZIONE

Commento di Sandro Trento, noto economista – docente di Economia Aziendale all’Universita’ di Trento:

Quanto è importante nascere con la camicia

Autore Sandro Trento Sandro Trento

Di recente la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio sul ruolo delle famiglie nell’economia italiana che dimostra come la famiglia rappresenti, nel nostro Paese, l’unità fondamentale nella quale si sommano e si ripartiscono le risorse economiche tra i membri appartenenti al nucleo familiare stesso.
Questi dati sono interessanti perché ci mostrano, ad esempio, che nel 2009 il 15% delle famiglie italiane aveva zero membri occupati, questo dato è in aumento di dieci punti rispetto all’anno precedente. Nel mezzogiorno, in particolare, le famiglie con zero occupati erano il 27%, quindi dieci punti in più rispetto al centro-nord; un dato impressionante. Nel 2009, invece, quasi la metà delle famiglie italiane (il 48,1%), aveva un solo reddito. Con un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente.
Quello che viene fuori, quindi, è che la famiglia è l’unità fondamentale del sistema e svolge sempre di più un ruolo di vero ammortizzatore sociale. Cioè, di fronte a situazioni di disoccupazione, di incertezza, perdita del lavoro, penso soprattutto ai giovani, è la famiglia che fornisce reddito addizionale.
La domanda che ci poniamo come Italia dei valori è: “Quanto a lungo, ancora, le famiglie in Italia potranno svolgere questa funzione, e in che misura un modello di ammortizzatori sociali fondati sulla famiglia è un modello equo?”. Penso al fatto che ogni nucleo familiare ha caratteristiche di reddito, di ricchezza diverse dall’altro, quindi un sistema fondato sulla famiglia finisce per creare delle forti discriminazioni sulla base dell’origine; in sostanza chi è figlio di operai si troverà in una situazione di svantaggio rispetto a chi ha un padre o una madre medico, notaio o imprenditore. E’ facile capire, allora, che un sistema di questo tipo perpetua nel tempo divaricazioni e diversità di reddito e di opportunità che invece dovrebbero essere ridotte e attenuate dalle politiche sociali.
Ecco che studi di questo tipo sono molto importanti perché ci fanno capire che un sistema di welfare così squilibrato come quello italiano è anche molto iniquo. Penso soprattutto ai giovani che rischiano di dover fare gli stessi percorsi dei propri genitori.
Noi dell’Italia dei valori ci battiamo per cambiare questo sistema e vorremmo introdurre delle forme di tutela che siano universali e che riducano le disuguaglianze tra i punti di partenza.

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