L’evoluzione della rappresentanza di genere nelle Istituzioni

DOCUMENTO di INDIRIZZO

Le Consigliere delle Assemblee legislative delle Regioni
e delle Province autonome di Trento e Bolzano, riunite a Roma il 17 e 18 novembre 2011 per il

1° Forum delle Elette presso la nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati

premesso che

‐ la promozione delle pari opportunità nell’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive rientra tra i principi generali dell’ordinamento ai quali il legislatore – statale e regionale – devono attenersi nell’esercizio della propria potestà legislativa;
‐ le Regioni promuovono, come organismi costituzionali e istituzioni della Repubblica, la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di genere nella vita sociale, economica e culturale e dunque a
promuovere la parità di accesso alle cariche elettive;

ritenuto che

‐ solo rafforzando le politiche di promozione della parità di genere si può realizzare una presenza equilibrata tra uomini e donne nelle istituzioni e nei posti di responsabilità degli organi economici, amministrativi e politici;
‐ risulta imprescindibile un dialogo strutturato tra le forze politiche e la società civile al fine di garantire il principio della parità dei sessi nell’accesso alle cariche elettive;

considerato che

‐ è essenziale intervenire in maniera coordinata sulla legislazione regionale, preliminarmente in materia elettorale, al fine di tutelare, promuovere e garantire il riequilibrio della rappresentanza e conseguire un’autentica parità di genere;

invitano i Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome a:
1. convocare Consigli regionali straordinari che affrontino l’emergenza della sottorappresentanza femminile nelle Istituzioni regionali e parimenti la necessità di leggi elettorali a riequilibrio e garanzia della parità di genere;
2. introdurre negli Statuti regionali principi tali da perseguire la piena rappresentanza di genere nelle leggi elettorali, nei regolamenti interni di funzionamento delle Assemblee e nei governi regionali;
3. incardinare presso le competenti Commissioni consiliari le proposte di legge presentate;
4. istituire, ove non già presenti, le previste Commissioni o Consulte femminili o delle Pari opportunità e le Commissioni delle Elette al fine di garantire la parità di genere;

convengono

1. anche alla luce delle più recenti sentenze della Corte Costituzionale, di intervenire in materia elettorale, introducendo meccanismi legislativi di riequilibrio:
A) in caso di opzione per la reintroduzione delle preferenze all’interno di un sistema elettorale plurinominale, operando decisamente in favore della “doppia preferenza” sul modello della legge elettorale della Regione Campania;
B) in caso di opzione per il sistema uninominale, operando in favore della presentazione, all’interno del medesimo schieramento, di un numero paritario di candidature di donne e di uomini, ovvero in favore del così detto meccanismo “binominale”, che prevede la doppia candidatura uomo/donna per ogni schieramento in ogni collegio;
C) nel caso di lista bloccata entrambi i sessi devono essere rappresentati al 50%, prevedendo l’alternanza di genere nella composizione della lista;

2. di prevedere, in caso di mancato rispetto dei meccanismi di cui sopra al momento della presentazione delle liste, l’inammissibilità delle stesse;

3. di introdurre anche misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, in grado di ridurre il difetto di rappresentanza di genere;

4. di realizzare, anche con interventi normativi, la piena cittadinanza politica, sociale ed economica delle donne garantendo la parità di accesso alle cariche direttive delle società partecipate pubbliche o controllate dalle Regioni e dagli enti locali; convengono altresì • di istituire in maniera permanente, all’interno della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni e delle Province autonome, il Forum delle consigliere regionali e delle Province autonome, dando mandato, in via transitoria, al Comitato di coordinamento di elaborare una proposta di regolamento di funzionamento; di collaborare con le Elette nelle Assemblee degli Enti locali e parlamentari, con le Consulte e le Commissioni femminili e con tutte le organizzazioni che operano a favore della parità di genere e gli organismi associativi di riferimento;

• di promuovere e curare  – attraverso il coinvolgimento di tutti i poteri pubblici competenti, centrali e territoriali – campagne di informazione, utilizzando – quali strumenti di conoscenza – lo scambio di buone pratiche e l’analisi delle tendenze con particolare riferimento alla dimensione statistica della parità di genere così come avviene già in modo consolidato negli altri Paesi europei;

• di interloquire, anche attraverso il Comitato paritetico Senato‐Camera‐Conferenza, con il Parlamento e con le competenti commissioni parlamentari al fine di portare le proprie istanze in merito alla discussione dei progetti di legge che intervengono in materia di pari opportunità secondo quello spirito di leale collaborazione alla base della cooperazione tra le Istituzioni della Repubblica.

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